CARNIVORE

carnivore

Carnivore - poetico processo alle magnanti Plantae
testi di Giada Primavera e Liliana Ugolini
a cura di Alessandra Borsetti Venier – Morgana Edizioni - Collana Parascena - Gruppo Cerimonie crudeli.

Introduzione di Stefano Lanuzza

Il tribunale dell' Amorphophallus e il boudoir delle Carnivore

Pressoché un processo di massa è quello che l'eccellentissimo ancorché fetentissimo Amorphophallus, hortulano custode dalla testa fallica e dal cervello fino, intenta a un gineceo di Carnivore accusate, non senza pruriginosi traferimenti di senso, di "carnivorosità".
Così, sfuggite a coltivi di begonie lilium mughetti ortensie, giunte da mucidi giardini e torridi orti, loro, palpitanti di desideri e dai gusti giammai vegetariani, già insidiatrici di Biancaneve fuggitiva nel bosco di notte e abitatrici del letterario herbarium dei Keats, Shakespeare, Thoreau o Emily Dickinson, stirano voluttuosamente i loro ascidi e lasciano la parola a chi, come Liliana Ugolini, poetessa affermata, e la talentuosa Giada Primavera, sa, per allegoria e poesia, eccedere la piatta realtà.
Come in un'aristofanesca 'commedia delle donne', vengono a processo, marcate da un ambiguo destino di seduzione, le Carnivore, presunte reprobe, giunte dalle penombre d'un boudoir traslato nel metaforico tribunale presieduto dall'amorpho maestro-giardiniere che ha l'aspetto d'un lingam moscio…
Ed ecco, compunta e monacale, acqua cheta senza profondità, Aldrovanda maestra d'agguati. Ecco Biovularia, piccolina ermafrodita, incarnato di violetta, aspetto riservato e sfuggente tale che taluni la suppongono superba non sapendo che lei soffre d'abbandono e, nella sua solitudine, coltiva carnivori "pensierierinni". C'è Brocchina la freddolosa, che accoglie l'ospite, ma poi se ne sfama. E che dire di Byblis, l'appiccicosa, faconda ma venefica intellettualoide? Incolpevolie soloinformatedeifattisono Crysamphora e Heliamphora; mentre la bella Dionaea, "Venere acchiappamosche", vera trappola afroditica, è una che divora chi ama. Un caso 'umano troppo umano' oltre che botanico è la sanguigna Drosera, lì a struggersi per lo Scarabeo stercorario, fatale ispiratore del Maldoror di Lautréamont, poeta maledetto. Incantesimata persa, da predatrice s'è fatta preda; mentre lui, copulatore indefesso, la tradisce con tale Rosa coscia-di-ninfa. E guarda come, arresa al coprofago, la divoratrice si fa da lui divorare… Ingorda, metodica, insaziabile sbafatrice è Pinguicula, rotondetta dalla vita in giù, callipigia. Spicca in altezza, l'eretta, stretta, silente Sanguinea, odorosa e sempre assetata. Rosseggiante di voglie è Serracenia, sadica gentile: lei, le proprie vittime le uccide di piacere. Crudelissima è Utricularia, labbruta inferiormente come un suonatore di bombardino…
Ma già incalza il falotico Amorphophallus che va di fretta e, considerate le corolle, i pistilli o le sessuali metafore della nobile scienza botanica, e strologato sulla colpevolezza delle fin troppo antropomorfiche Carnivore, indulgentemente delibera che, non implicando il loro agire libidine violenta né percosse, esso è fatidico processo naturale. Sicché s'assolva, ovvìa!
Stefano Lanuzza

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