CELLULOIDE

Celluloide

"Celluloide ": Edizioni Stelle Cadenti 1998
Libretto d'arte con interventi di Gio Coppola, Venera Finocchiaro, Giorgio Fiume, F. Arigoni, Giovanna Ugolini

Poesia. Una plaquette anomala con inserti "cinematografici" e il mondo del cinema visivo per eccellenza, ha suscitato nella poetessa immagini, rime concatenate, rimandi fonici, progressioni per sincope quali "allarga e allaga" e "schermi e schemi". Nè "il mostro Stein" affiora una femminilità figurativa: il linguaggio poetico della Ugolini è un continuo rivolgersi al segno di una creatività mai corriva.
Luciano Nanni da Punto di Vista

Vecchio Frankestein

Svuota l'ampolla il cervello
del buono (nel film del '31)
che si frantuma e nell'alcova
suona disuguale. E' ancestrale
(livido) un contrappunto
e un basso di tonale senza l'occulto,
a immagini di sosia. Quando pesante
il passo, spazia il pulsare, urge
la scoperta. Insita all'uomo - Golem
innumerevolmente senza fine

*

Sento il mio silenzio impugnar
parole. Un bianco e nero assurto
al cambiamento veloce, a sicurezze
pugne d'un globale mistero e mentre
lorde barbare (fosse d'origini
piene alla natura) si muovono di storie
ne riconosco come centre l'uomo
nell'armeggiar l'annuncio d'organini
d'Ovadia. La musica riprende e la pietas
più vasta si colma infrangibile.
Il seppia e il grigio stampano sul retro
il negativo (rosso) in stanza oscura
e viene dentro al clima il pulsar
formicaio. Si avverte lo sgancio
(un pizzicor d'imprese) che ancora
c' imballa in vagoni piombati

FILMS

M'incanta in bianco e nero
l'ombra dei divi e il loro
movimento. Figure scatti
umori in fascini di gesti
vivi nei trapassati.
Son pellicole diafane
le pelli, le mode dei vestiti
celluloide. Così primi e secondi
ancora si ritorna truccati
d'altri tempi

Oh quanto muto venga
dentro ai films che il tempo
nella piaga porta voci
a più voci e si rinnova
d'abbondanze stonate!
Torna nel bianco e nero
il grigio assordante di parole.

Nell'emozione il tempo non ha luogo.
La Havilland, la Garbo, la Bette Davis
(le certezze) tutto torna al finale.
Abbinate nei gesti le purezze,
strabordano nel foro delle stelle
e noi, da spettatori, le malizie
di spazi consumiamo

Le comiche affrettate
nel giro di manovella
contrastano d'ossimori.
Nei tempi accellerati
di sgambetti, le torte
più eccellenti son disastri.
Quanto ci occorre ridere
ai momenti è fuori
da schermo, fuori da parole