IL CONFESSIONALE E L'APOSTOLATO

Il Confessionale e l'Apostolato

Il Confessionale e l'Apostolato (I luoghi, le Signorine, le Bambine) - testi di Liliana Ugolini - disegni di Giovanna Ugolini
eBook "la Recherche"

Le chiese, e si pensi in specie alle grandi cattedrali gotiche, sono in sostanza dei libri tridimensionali dove ogni spazio architettonico o elemento pittorico assume un valore di simbolo e si presenta come tassello di un sistema di segni che, decifrato, aiuta il fedele a porsi con maggior consapevolezza in rapporto con il Divino: ogni chiesa è dunque un libro nelle cui "pagine" è possibile fisicamente aggirarsi.
Ora Liliana Ugolini si serve degli elementi di una chiesa (quasi edificandola pietra su pietra davanti ai nostri occhi) per dare avvio e in un certo senso inscrivervi questo suo nuovo libro di versi, delicato, pulito e profondo, che richiama fin dal titolo il lessico religioso, ma che (pur prendendo le mosse dagli spazi di una chiesa immaginaria) si allarga, come un cerchio nell'acqua, via via inglobando frammenti memoriali e atmosfere di più ampia e indeterminata contestualizzazione. La chiesa a un certo punto si apre, si scoperchia, per accogliere al suo interno una massa e una messe nebulosa di ricordi o altri frammenti di una quotidianità trasversale: "luoghi", "signorine", "bambine".
Il punto di partenza di questo cammino ramificato è una sorta di scatola nera, un ricettacolo di misteriosi e inquietanti colloqui la cui eco si replica nei secoli: il confessionale, che accoglie "vertici e parole" e diventa una sorta di minimo "Spoon River", luogo dove si esplicita la denuncia dell'oscuro ("di strappi e stupri l'accaduto potente…"). Intorno a questo "cono d'ombra" si sedimenta un lessico legato agli arredi sacri, a iconografie cariche di mistero come paraventi, inginocchiatoi consunti, cripte, colonne… Ma la chiesa è anche altro: luogo di luce, di speranze, aperture. E, quasi a funzionare da interfaccia fra i due piani, un leone di terracotta è inciso nei versi nel momento in cui viene fotografato durante la cerimonia di una Prima Comunione…
Così il testo è scandito da una sorta di controcanto, una zona esterna al cono d'ombra, e in parallelo sono evocati cancelli, altalene, orti, "scavallate di bambini / grida di lucori": forse ricordi infantili, sicuramente luoghi del cuore, nuclei polivalenti che fungono da trama per la messa in atto di un'idea di poesia che caratterizza l'intera produzione in versi di Liliana Ugolini, una produzione prolungata negli anni, ma coerente e lineare nel suo sviluppo, fondata com'è sull'idea che la poesia non è pensiero né assenza di pensiero, ma – come nota Franc Ducros nella citazione posta in esergo di questa raccolta – "intervallo o interstizio-vuoto (…) tra una cosa nominabile e la sua assenza, tra una cosa e un'altra, tra una cosa e nulla che si sappia o si possa dire". Di qui le continue sfocature di senso che a folate attraversano le pagine, sorrette però da raffinate tramature sonore, ingegnosi accostamenti analogici, slittamenti di piani concettuali. Queste sfocature, tipiche della poesia della nostra autrice, nella presente raccolta richiamano tuttavia anche un altro livello dell'indeterminazione: l'incerto confine che separa il bene dal male e per questo il "confessionale" diventa un elemento ricorrente, una sorta di fisico refrain, "cono d'ombra" in opposizione all'"aria aperta" (e dunque anche all'Apostolato, luogo delle buone intenzioni): ne emerge così, con naturalezza ed efficacia, una rappresentazione della bipolarità in cui si trova sospesa la condizione umana.
E qui, in questa complessa alternanza, davvero il suono si fa eco del senso, richiama a unità perdute sulle cui tracce, in azzardo, la lingua poetica di Liliana Ugolini si è messa da tempo in cammino con gli esiti di splendida evidenza che questa nuova raccolta documenta.
Alfonso Lentini