IL CORPO/GLI ELEMENTI

Il Corpo Gli Elementi

Alcuni cenni critici: Per "Il Corpo - gli elementi": Edizioni Masso delle Fate con eleborazioni al computer di Marco Zoli

....Anche Liliana Ugolini, in questo libro di poesia così originale e accattivante, sottolinea la stretta connessione che intercorre tra il corpo umano e i principali elementi della natura /acqua, fuoco, aria, terra) seguendo l'impulso di una ispirazione fiabesca e arguta, lessicalmente personalissima, la stessa che ha mosso i precedenti Flores e Bestiario, capace di annullare la distanza che esiste tra l'uomo e le altre creature, l'uomo e le forze primordiali che alitano nei boschi e nei torrenti, nelle nebbie e tra le fiamme del camino. La silloge è, pertanto, quadripartita secondo l'ordine dei quattro elementi e a ciascuno di essi si connettono momenti e aspetti del corpo umano, del suo passaggio, unico e irripetibile, sulla scena del mondo.
All'acqua, primo tra gli elementi, vengono abbinati il parto, il cervello, il linguaggio, la vista, l'udito. Ma l'acqua, questo fluido vitale primogenio, ha una sua vita poetica individuale: acqua compenetro, acqua caso, acqua del dire, acqua pioggia, acqua fiume, acqua vortice. Di questi brani quello che illustra al meglio lo spirito del libro è l'acqua del dire, che fonde felicemente i due motivi conduttori della poesia di Liliana Ugolini: l'osservazione della realtà (osservazione acuta, attenta, scevra da qualunque pregiudizio) e il gusto della parola. Qualità queste tipiche della Toscana, che si possono riscontrare fin dagli albori della sua grande tradizione poetica: mi riferisco, in particolare, a quei deliziosi poeti comico/realisti (Cecco Angiolieri, Rustico Filippi, Folgore da San Gimignano), che già nel Duecento ponevano le basi di un parlare nitido ed acuto, secondo i suggerimenti di una estrosità indomita....
....Come già in Flores e in Bestiario, in questo Corpo-Elementi ammiro la partitura esatta del materiale poetico, il linguaggio originale e ardito, la precisione puntigliosa di un libro di scienze, lievitato, però, dalla grazia della poesia.
E così pure ammiro le quattro opere grafiche di Marco Zoli (come, per i volumi precedenti, le deliziose illustrazioni di Giovanna Ugolini), che bene interpetrano, con la nitidezza del segno e l'eleganza dell'ispirazione, lo spirito e la grazia di questo libro singolare.
Anna Ventura dalla Prefazione

Poesia "Elementale", materica, laicamente sapienzale quella di Liliana Ugolini. Il corpo-gli elementi, con opere di grafica al computer di Marco Zoli, ricorda a tratti certa produzione di Zanzotto (Il Galateo in Bosco e Fosfeni) con una tensione linguistica ripartita tra fuga concettuale e parlato, tradizione colta e popolare.
Antonello Satta Centanin da "Poesia"

Ma quello che potrebbe sembrare un discorso tecnico acquista strutture poetiche per la particolare visione della realtà, della quale sono colte le valenze sensoriali. Con spirito arguto l'autrice descrive le connessioni fra il corpo umano e il corpo terrestre, sottolineate dalla grafica impaziente di Marco Zoli. L'ironia si espande nella costruzione della frase, che valorizza con il gioco verbale gli accostamenti delle immagini. Non per nulla un testo di ogni sezione è collegato al linguaggio con compiacevoli calembours di locuzioni, di proverbi, di espressioni popolari
Liana De Luca da Arte Stampa

Il Corpo-Gli Elementi è un libro di poesia orientato alla sonorità, ricco di omoteleuti, dissonanze, distridori tra parola e immagine. E' una raccolta che coniuga lucidamente usi metaforici e concreti del linguaggio, usi comunicativi e salti semantici, di significato. Versi che accostano il fatto al concetto, l'oggetto fisico, sensibile, all'idea, il concreto all'astratto
Cecilia Bello dalla presentazione

Alcuni testi di "Il corpo-gli elementi"

Acqua-caso

Acqua alta, acqua di giacimento
Acqua morta, acqua di cava.
Di fusione e selvaggia, fossile,
giovanile, incanalata, ipogeica.
Litosferica acqua, la valdosa,
marina, meteorica, l’acqua
minerale, la termale, gocce
cellule, concatenazioni. S’esalta
e salta cavalloni d’infranto,
geo (caso?) perchè.

Cervello

L’enigma verticizza
l’evolversi complesso
pentagramma volume
di supporto.
Milletrecento grammi
d’encefalo compresso
esploso in due emisferi,
(m/isterocosmo)
avvento in divenire
dell’attimo successo
motivo telegrafico fili
d’un messaggio.

Acqua del dire

La bollita di Malva e d’Orzo,
l’urinare, diamante di bell’acqua,
prendere e passare, l’Angelica,
Antisterica, Benedetta, Battesimo,
l’acqua innocenza e l’acqua
che si cheta ad infangare,
l’acqua cattiva in essere e acqua
in bocca, fare un buco nell’acqua.
Affogare in un bicchiere,
non friggere con l’acqua, portar
l’acqua al suo mulino e non sapere, che acqua bere.

Linguaggio

Velazione di suoni,
vocalità, emozioni,
che non muta al mutismo.
Lingua di mano,
altra comunicanza, ad oltranza
si batte dove duole e linguaggio
miriade che percuote tam-tam
soffia di tromba corda di violino
e si rimuove nell’onda che richiama
dialettiche e allusioni (alluvioni)
di doppi. La verità
del perdersi.

Pelle

Il tessuto che separa l’ambiente
dai suoi liquidi, che si tinge
cangiabile al brivido mimetico
mostra la morte in solchi conoscibili.
L’iper di forme,
evidenza dell’essere esterno
interato al suo sembrare carezza
rezze di punte d’estasi al sommo
d’un inizio di culmini sfiorati.
La pelle che in faville s’accende
è tunica su forma contenuta
d’accordo introvertibile

Fuochi

Lingua di fuoco che s’attizza
da gettarsi nel fuoco, che mira far
(fuoco di paglia) cader dalla padella
nella brace. S. Antonio risipola,
Sant’ Elmo delle scotte e il fatuo
che di notte rincorre le alchimie.
Sacro di Vesta, luce di Bengala,
aver il santo fuoco e fondersi
focatico famiglia

Aria-Radiazioni

Conteniamo del nuovo
la radioattività centellinata
in sorsi di sostanze
esplose nel raggio disparente,
impercepibile rem.
Manipolata ai geni incontrollati,
la razio senescente si discende
nella decimazione silenziosa,
tuberosa opalina della rosa
dei venti, elementi curie

Aria-assenza

Aria sparente colpuscoli
di pollini maschera
ectoplasma di mare
è latente straneazione
che satura di sè
l’avvolta assenza mobile.

Terra-Morte

L’apparente che invita
accertamento, sospetto
in sospensione. Sparire
in spirito d’ascolto,
pulsazione d’elettro trapasso
che si piana salire.
Lasciar dubbio d’abbaglio
il rotolio, respiro bilanciato
nel bersaglio finire.
Rigidità, memento colludere
di sasso, l’invitato rimosso,
maschera, statua,
causa nell’oltre immagine sortire

Terra-terrea

Pluviale tropicale
l’altezza effetto notte
intricata orchidee
che sazia di sè gli stacchi
dalle liane
e
sabbie senza tracce,
dune, occhi di vento, lamento
di gobbe filastrocche,
fissità, infinità di rosa
in cattura dell’oasi
e
praterie, veld sudafricano,
pampas, steppe, le supine
terrigne, le percorse di grida
in orizzonte di ciuffi come grana
e
taighe conifere
androni prospettive di varianti,
le decidue di larici e betulle
son
terrapieno di roccia incrostature
fossile cartasuga che si spettra
in sovramettiture,
la scoperta che imbeve
l’ultima foglia terrea,
sull’ameba