IL PUNTO

il_punto

edito in proprio nel 1980 (stampato per gli amici)

Sandro Montalto da " Tuttoteatro" ediz. Joker

…"Il Punto" pubblicato come auto edizione nel 1980, i cui testi sono palesemente interessati alla disposizione sulla pagina, al ritmo del verso che ovviamente non coincide con quello della lettura e si basano anche su allitterazioni e assonanze distanti alcuni versi e dunque fatalmente volatili alla lettura a voce alta…Eppure già in quei testi si registra una attenzione al parlato: Elettrizzato / annuncio di godimento/ in fretta/ordina/allinea/ raccoglie/ un oooohh! / di bocche piene. I temi poi , sono già quelli che diverranno preponderanti: gli affetti ( soprattutto la madre), il viaggio con riflessioni sul paesaggio come specchio dello stato d'animo, la denuncia della guerra e l'interagire delle forme di espressione.

Sandro Gros-Pietro da " Liliana Ugolini, poesia teatro raffigurazione del mondo" ediz. Genesi

…Il tema della sinestesia tra poesia, musica e pittura, con particolari riferimenti a Mozart e Shagall, il tema della testimonianza civile e dell'orrore per la violenza e la guerra. Il verseggiare è libero con scansoni versali tendenzialmente brevi, quinari, senari, settenari, sovente però si tratta di emistichi, magari ottenuti da un endecasillabo scomposto sulla cesura di due versi distinti ma sono anche ottenuti col raddoppio del senario. La poetica svolta assume una tensione simbolista e surrealista, con ampio sviluppo di metafore…

alcuni testi da "Il Punto"

Il Punto

Un punto di vita.
Il bimbo mai nato,
il padre inventato,
la madre tenera
in confidenze proibite.
Il Dio lontano
racchiuso nel papavero
morto. Il Dio risorto
a primavera. La sussistenza
in ore sprecate. Le parole
svociate come semi di inferno.
La calma d'eterno, un riso
frenato nel pianto mai dato.
Il disimpegno attorcigliato
al legno di croce. Una medaglia
per un disegno a due facce.

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La boa

In queste acque
tenere, la boa
fu scambiata
per un cervello
e tutti le fummo
intorno.
Fu la sola
che ci insegnò col silenzio
a salvarci da soli

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Senza eroi

Storia come favola
su bocche incantate
sprazzi alimenta
rivolte infantili.
A cavallo del manico
di scopa, schioccano
lingue mute
e fischi s'accordano
a dita in picchiata.
Frastuoni di guerra
preludono gli eroi attoniti
e granello è visione
immaginata contro
deserti d'orrore.
Senza eroi scriviamo la storia.
Accettano (e il vuoto resta tra le righe)
vittime reali, storie nuove

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Rododendro
neppur lontanamente
somigli alla parola
misteriosa,
che, pronunciata,
d'echi s'imbottisce.
La rosa sì.
Carnosa quanto
l'impeto che getta
stupite labbra
a dirne il breve nome

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La Goccia

Stride la goccia
che si spezza
come il grido del passero perduto.
Il cedro muto
gronda freddo
mentre s'accosta il buio distaccato.
Scalza l'elemento
oscuri suoni
e mai giunge l'impotenza del silenzio.

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Spostarsi
di larghe forme
in stralci di sole
e odori freschi
di buono.
Sotto le dita
lievita la sfoglia
preziosa.
Elettrizzato
annuncio di godimento
in fretta
ordina,
allinea,
raccoglie
un ooooohh!
di bocche piene.