LA PASTA CON L'ANIMA

La Pasta con l'anima

LA PASTA CON L' ANIMA – PASTA CU SUFLETUL
Mihaela Cernitu, Aurora Speranza Cernitu, Giovanna Ugolini, Liliana Ugolini

4 sorelle di due paesi diversi (Italia e Romania) si incontrano
traduzione di Mihaela Cernitu
Quaderni di Pianeta Poesia

Prefazione di Stefano Lanuzza

La pasta e l'amore…
con la Mezzaluna, lo Specchio, l'Unicorno e l'Ombra

Vermicelli maccheroni garganelli, fusilli ravioli fettuccine, cappelletti bucatini pàccheri, gnocchi agnolotti lasagne, trenette tagliolini linguine, pappardelle penne fettuccine…, tutta pasta: lunga, corta, liscia o rigata; e non la cucini che per amore…
Allora, quanto amore e quanti fili di pasta nelle tempere su tela di Giovanna Ugolini… Fili, cui pericolosamente s'appendono dei cuochi-clown, tesi come funi ascendenti verso una mezzaluna orientale e un cielo affollato di voli, nuvole, un pallone aerostatico e un aquilone.
Ecco poi, sorta di romantica circense, la fanciulla in rosso che, seduta a un tavolo con dei piatti pieni di spaghetti dinanzi a una finestra aperta sulla primavera, sembra cullare la sua luna-bambina.
Volteggiante negli strapiombi del cielo, librata nell'aria, la scorgi quella massaia che tiene coi pugni, come reggendo un inusuale volante, le punte estreme della mezzaluna?… Simile al fondale dipinto d'un palco di teatro è quella tavola imbandita con la luna, la pasta e, in primo piano, ritratta in stile liberty, una dama callipigia distesa su un fianco… Osserva, inoltre, gravitante tra le stelle, la flessuosa figuretta di donna che, leggendo un libro, se ne sta mollemente distesa nell'incavo d'una mezzaluna da cui pencolano gialli fili di pasta all'uovo.

O perché non t'attacchi anche tu a quegli altri fili di pasta? Sono liane, ondeggianti altalene, cedevoli corde, forse righe d'un trepidante calepino di versi…: sono proprio le poesie di Liliana Ugolini. Lei, dolce buona gentile, le sperimenta come approntando, con tutto l'amore, "una ciotola della minestra".
Tuttavia l'amore è anche narcisistica autocontemplazione in uno specchio a volte luminoso e terso, altre volte opaco e adunco dove - scrive Liliana - balla danze selvagge una beffarda, ingovernabile marionetta fatta di luce e ombra; e sostenuta da "fili appesi alla luna".
Se, femminile entità lunare, lo specchio riflette le immagini così come la luna la luce del sole, l'amore si rivela anche ombra inquieta e mobile; un caleidoscopico, acqueo riflesso dell'apparire e scomparire di Narciso vagheggiatore di se stesso: riflesso di passione e ragione, presenza e assenza, prossimità e distanza, gaudio e delusione, vita e morte… Allorché scrivere versi è, per l'autrice, stare nel "mistero della bellezza" e perfino farsi "libera di morire" per il proprio amore: anche un amore di soggetti che, coscienti dell'incolmabilità della loro differenza, seppure in reciproca condivisione sanno stare a distanza in un'invisibile armonia.

L'amore che guarisce gli amanti e non s'estingue, duraturo e inviolabile come la poesia perché non si consuma nel possesso e sa sottrarsi a ogni appropriazione o forzata prossimità, un amore che è scommessa o "gioco d'azzardo" ma "non ha paura" della gioia, anche l'amore umile che non presume di sé e viaggia "a piedi scalzi" sostiene il complessivo tema lirico di Mihaela Cernitu.
Visionarie e insieme corroborate da una fervida volontà di comunicazione, le sincere, agevoli poesie della Cernitu, vibranti di pensieri indossati come vestiti ("Ecco, i pensieri/ […]/ scelgo i migliori.// Oh! Che bene mi stanno!"), alludono all'inatteso accidentale, all'avventura dell'incontro, al dono condiviso, alla felicità che "è un gran giorno/ e non puoi fermarlo nella mano", alle affinità relazionali e alle contraddizioni che coabitano in Eros, figlio di pòros (ricchezza) e penìa (povertà)…
Eros? Oh, lui raramente è bello, delicato e pacato come vorrebbero credere gli illusi: sovente è torvo, scontento, malumoroso e rabbioso. Altre poche volte, invece, è beffatore ilare come il 're matto', suonatore di violino, che nei suoi dipinti a olio su tela contraddistinti da uno sfolgorante, festoso espressionismo fantastico, Aurora Speranza Cernitu raffigura in groppa all'unicorno, animale favoloso e spirito mercuriale, alchemico monstrum ermafrodito e anche simbolo di purezza incontaminata. Ma, per il suo 'fallico' corno lanciato in resta, anche allegoria del desiderio sessuale, della deflorazione e della penetrazione fecondante.
Stefano Lanuzza

Nota critica di Giuseppe Panella su " Retroguardia"
Lo specchio e la speranza. Mihaela Cernitu – Aurora Speranza Cernitu – Giovanna Ugolini – Liliana Ugolini, La pasta con l'anima, Firenze, Novecento Poesia, 2010

Scrive Stefano Lanuzza in una sua simpatica nota (La pasta e l'amore…con la Mezzaluna, lo Specchio, l'Unicorno e l'Ombra) che precede i testi e le opere pittoriche raccolte in questo quaderno di Novecento Poesia:
«Vermicelli maccheroni garganelli, fusilli ravioli fettuccine, cappelletti bucatini paccheri, gnocchi agnolotti lasagne, trenette tagliolini linguine, pappardelle penne fettuccine…, tutta pasta: lunga, corta, liscia o rigata; e non la cucini che per amore… Allora, quanto amore e quanti fili di pasta nelle tempere su tela di Giovanna Ugolini… Fili, cui pericolosamente s'appendono dei cuochi-clown, tesi come funi ascendenti verso una mezzaluna orientale e un cielo affollato di voli, nuvole, un pallone aerostatico e un aquilone. Ecco poi, sorta di romantica circense, la fanciulla in rosso che, seduta a un tavolo con dei piatti pieni di spaghetti dinanzi a una finestra aperta sulla primavera, sembra cullare la sua luna-bambina. […] O perché non t'attacchi anche tu a quegli altri fili di pasta? Sono liane, ondeggianti altalene, cedevoli corde, forse righe d'un trepidante calepino di versi… sono proprio le poesie di Liliana Ugolini. Lei, dolce buona gentile, le sperimenta come approntando, con tutto l'amore, "una ciotola della minestra". Tuttavia l'amore è anche narcisistica autocontemplazione in uno specchio a volte luminoso e terso, altre volte opaco e adunco dove – scrive Liliana – balla danze selvagge una beffarda, ingovernabile marionetta fatta di luce e ombra; e sostenuta da "fili appesi alla luna"» (p. 5).

Nelle righe riportate sopra è riassunto il senso dell'operazione sincretica attuata e verificata da Liliana Ugolini e Mihaela Cernitu, poetesse, e Giovanna Ugolini e Aurora Speranza Cernitu, pittrici e illustratrici, in questo testo breve ma ricco e succoso e dolce come un'arancia di Sicilia o un ananas dell'America del Sud. Per Mihaela Cernitu, il passaggio fondamentale per arrivare alla poesia è quello – stretto e felice – del sentimento d'amore. Il giorno e la notte, la vita e le sue avventure, il dolce e l'amaro dell'esistenza passano attraverso la vitalità che l'amore concede ai suoi "devoti":

«LE ABITUDINI QUOTIDIANE. Comincia il giorno con un suono bianco, / l'erba è nel suo attimo di carezze, / è in fretta, si rotola oltre di noi, / vivace come una piuma nel vento. // Se non esistessi io, / tu terresti il giorno a chiacchierare / fino… / tramonta il sole fra noi» (p. 14).

Tutto il giorno, dunque, è fatto per l'amore e il mattino così come la sera e il tramonto del sole sono occasioni per viverlo. Amare è un'abitudine quotidiana che si prolunga nel tempo e non è destinato a un solo momento del giorno e della vita ma vale per sempre, per tutti, nel bene e nel male.

Lo specchio, invece, per Liliana Ugolini, è il simbolo della partecipazione al mondo anche di ciò che apparentemente dovrebbe essergli (o rimanergli) sempre lontano: i riflessi i sogni le speranze le ambizioni le qualità nascoste degli uomini e degli dei:

«Non c'è MAGIA nello specchio / tutto sappiamo della rifrazione / eppure l'altro da me / parla come un'ombra / e di riflesso sorride la MAGIA / inconoscibile. // Leggero lo specchio / vola in immagini / vuoto / pieno a colori / liscio di lastra salmastra / e terso d'aria. Dentro / ci balla la marionetta / in rifrazione di fili / appesi alla luna» (p. 35).
Negli specchi si trovano nascoste e disponibili tutte le immagini: gli uomini vi si ritrovano e si provano gli abiti che indosseranno nella vita per compiere fino in fondo il loro dovere di marionette.

Così l'amore si rispecchia nel mondo e il mondo si ritrova nello specchio della vita per completare il quadro compiuto di un'esistenza fatta di rappresentazioni di ciò che si ama e che si spera di realizzare riflettendo se stessi negli altri, come barche che navigano nella corrente in attesa di un approdo comune.