MITO E CONTAGIO

Mito e ContagioMito e Contagio

Scrittura-azione
monologhi in poesia di Giada Primavera e Liliana Ugolini
Omaggio a Joel Peter Witkin
tradotto in Inglese da Benjamin Ginsborg
curatrice del progetto Alessandra Borsetti Venier per Morgana Edizioni
Collana Parascena N.8

Gruppo "Cerimonie crudeli"
Alessandra Borsetti Venier- Editore e regista
Giusi Merli – attrice
Liliana Ugolini – poeta multimediale
Giada Primavera – scrittrice attrice
Alessandra Jane – abiti scultura
Claudio Notarstefano – tecnico del suono
Gabriele Termine - Light designer
Gianluca Venier – Musicista compositore

Presentazione di Alessandra Borsetti Venier:

Mito e Contagio la prima Cerimonia messa in scena dal Gruppo " Cerimonie crudeli" nasce e si evolve sulla scrittura-azione dedicata a quattro figure di donna: Circe, la Valchiria vecchia, la Bambola, l' Attrice. Un intreccio nel quale il significato reinterpretato del mito (Circe e la Valkiria vecchia) contagia la genericità di due figure apparentemente impersonali (la Bambola e l' Attrice) venendone a sua volta contagiato in un gioco continuo di rimandi e visioni. Dalle donne passa la vita, sempre. La vita passa o oltrepassa il corpo delle donne: corpo che si apre, si contorce, si strappa, si deforma, si uccide per far vivere. Attraverso la cerimonia si genera una richiesta di senso, di comunicazione con il mondo esterno, per scambiare materia ed energia, res cogitans e res exstensa con i partecipanti al rito performativo.
Circe, nella tradizione seduttrice e maga, viene riletta come figura perseguitata dalla violenza degli uomini-porci che hanno invaso la sua isola.
La Valchiria, divinità che portava i corpi degli eroi al Vahalalla, nel mito rappresenta l' apoteosi della morte eroica. Il personaggio della Valchiria vecchia ne ribalta il senso esaltando invece la piétas verso le vittime.
La Bambola, simbolo del femminile passivo, viene sovvertito nelle varianti più estreme: da quella di pezza alla gonfiabile, da quella di biscuit fino alla Chucky la bambola assassina. In scena, due sono le bambole che in movenze ritmiche, si scambiano il disordine interiore con l'ordine esteriore e s'incastrano in un sempre più svanito equilibrio. Due improbabili opposte siamesi.
L' Attrice nel suo essere essenza del travestimento, - cosa siamo se non oggetti travestiti per compiacere?- dimentica sé stessa e, catturata dall' altro da sé, si trasforma in un doppio: Eva contro Eva……….