PELLEGRINAGGIO CON ECO

Pellegrinaggio con eco

Alcuni cenni critici: per "Pellegrinaggio con eco" Edizioni Gazebo 2001

per Pellegrinaggio con eco (acrostico)
Pellegrinaggio, Liliana con Eco Eco Eco Eco Eco -
Eccoci qua: questo Pellegrinaggio per luoghi di pietra e verde - per
Latébe e per luci - per cervelli da boccascena - questo
Lanzichenecco sacral pellegrin - aggio di parole e parole
Eh sì, Liliana cara, ora m'appare un'arca (d) ica eco di
Galassia/Città (il monolito? Boboli? piazza delle Pallottole?) -
Rude/molle galassia la Città che (diciamo) "forse è nostra"
Invece è tutta loro - tutto l'oro del mondo è una città -
No: solamente Fiorenza - solo Florence che tu
Allùmini di tuo giostrando in giostre caleidoscopi -
Giostre sì macroscopiche di vita/morte (Vita e Morte)
Generosa tu - per questi lastrici di Storia/storie
(Io calcante ben più magre evenienze - convinzioni
O calzante - chi sa - un alterno corale monologo ...)

"Certi della perdita della foce", scrivi. "Dopo l'angolo ho casa"
O "qua la parola cambierà la storia": nulle certezze -
Nulla nulla euforia "la vita che si sfoglia": soloECO d'un Eco d'un

Eco d'un Eco d'una parvenza che si (s) fa -
Calda ossuta pietà - estraniamento - poderosa in-essenza
O rappresentazione d'una splendida Assenza (che si nòma Fiorenza)
Mariella Bettarini

Firenze come Teatro
Non ci rimane che guardare le chiese, le piazze, le strade, i vicoli, la bellezza di questa città.
Forse qualcosa di tutto ciò e ancora nostro, forse solo così riusciremo a lenire il senso di disfatta che, come palude immota, ci accompagna.
Sappiamo d'essere in un tempo di disgregazioni culturali enormi. Basti guardare alla qualità della maggior parte dei libri in circolazione, alla politica bottegaia dei maggiori editori; ai peteressi e peteresse d'assalto ("poeti" e "poetesse", secondo la calzante definizione coniata dall'amico Attilio Lolini), i quali, per "apparir e organizzar", venderebbero la pelle.
Il forte e struggente senso di appartenenza alla città e ai ricordi personali fanno sì che questo testo di Liliana Ugolini solo in apparenza non ceda al rimpianto; si ponga, in realtà come tentativo di opporsi alla banalizzazione e alla dimenticanza.
Impresa ardua recuperare con le parole anni di vita, luoghi, strade, presone, impercettibili presenze e suoni. Nel libro la città diviene luogo teatrale, quinta di uno spettacolo che mostra verità e finzioni.
L'implosione di queste emozioni pare, per contrasto "esplodere" nella forma grafica delle parole in neretto, così da arrivare ad una seconda poesia nella poesia, due testi che s'intrecciano, ma di vita a sé stante.
Non ci resta - pare suggerirci l'autrice - che continuare ad "appropriarci" dell'ossatura di questa città, cercando di recuperare la sublime "finzione" dell'arte pittosto che le banali finzioni della vita.
Gabriella Maleti

... Con questa raccolta di liriche da cui è stata tratta una mise en aspace ... recentemente rappresentata a Firenze Liliana Ugolini continua il suo discorso poetico di approdo ad una trasposizione scenica che amplifichi il dettato linguistico in un'approccio totale al testo ... E' proprio nella metafora dell' Eco un'emblematica sigla al significato dell'opera: il suono delle cose che si smorza progressivamente, la traccia dell'esistenza come scia impermanente e transitoria ... Liliana Ugolini conduce questo suo viaggio con uno stile raffinato ma emotivamente denso di concretezza linguistica, sdoppiato su una filigrana testuale composta da lirica vera e propria e parole in neretto da enucleare per un secondo, minimale componimento. Quasi un intarso di voci per armonizzare fluvialità della vita con nuclei stabili di senso.
Daniela Monreale

... Incombe, nell'astuto poemetto "Pellegrinaggio con Eco" una passione mai prima ad ora rievocata, una memoria insistita ed elettiva e il richiamo continuo fino alla fine dei suoi versi che viaggiano con lei su sentieri interrotti, immersi in una narratio molesta, che contrasta le sonnolenze post-crepuscolari di tanta poesia italiana incapace di ribellione e forza d'urto epocale ...
Domenico Cara

Alcuni testi da:"Pellegrinaggio con Eco"

Firenze radicata
sottovoce
ha un' eco che non suona
eppur la suona

Piazza del Carmine (Sala Vanni) (Steve Reich - Clappin' Music)

Fuori dal Carmine
suonava la piazza di campane
al tocco dell' Ensamble.

(Restano mani in grembo
e gli strumenti al basso
del silenzio).

Sei musicanti
senza lo strumento, batterono
le mani su spartiti.
D'ataviche memorie BATTERONO
la clappin' music come nei graffiti
scolpiva dentro al battito i suoi ritmi
in stucco al musicar di corpo.

GRAFFITI Come del nascituro è l' applaudir
già l' atto del finale così
divenne colpo e brivido sonoro
IN STUCCO il palpeggiare di note,
primordiale.

Restar fuori dal canto non ha voce.
Nel gruppo dissordante, frastuoni.
Nell' intermezzo, a mezzo, le canzoni d'o'core.
Al numero dei corpi (morti)
Salta JAZZ il jazz

Piazza Duomo

La mole che mi schiaccia è la purezza
del lieve. PUREZZA Nuances d'intagli lenti
di rosati in forza per l' immane,

linguaggio trasversale.
IN TRASVERSALE
Passai di giorno
in giorno ammutolita da un bianco
capace della tela leggera del marmo. BIANCO

Al Battistero ebbi il capogiro
che la volta (dei volti),
SCONVOLSE
mi sconvolse,
nel tempo impelagato.

Quale forza ci innalza o là sprofonda
per l'apice del male-albero-bene?

QUALE FORZA?
Nel videar del mondo universale

esplode imperfetto questo ominide

SPLENDIDO ENIGMA
nell' immenso del sale del sapere,
splendido enigma ed oltre.

La speranza che germina germogli,
in grandi esempi (piccoli nei tempi)
è pietra di Babele.

Via della Pergola

Vicino al Tiratoio, la pergola
dell' uva fra Via degli Orti
e Via dell' Orbatello.
Asprigna
in succhi di nettare celiava
il proprio nome.

Ci venimmo le volte del teatro.
"Re Lear" da Ricci, TEATRO "Il Giardino"
di Cechov, "Le tre sorelle",
la compagnia dei Giovani, De Lullo,
la Falk, Valli, l' Albani. Veniva
uno scrosciar delirio.

Ora d' Ovadia
non più ghetto, il detto resta livido, DELIRIO
la denuncia, la voce.
RESTA LIVIDO Accolto per un tempo
(l' indicibile) d' un grido.

Tace il pubblico mono/tono, UN GRIDO a batter
mani nel suo cerchio, voce
senza parole, gruppo muto. Dove
il messaggio cade?
L' istrione
calca pezzi di noi e l' atto è fine
CADE? in sgretolar certezze. Fuori un piccolo bar,
in corsa di spettacolo,
il caffè,
e l' Ospedale, NOI accanto, per una scena a colpo,
dietro l' angolo
IN SGRETOLAR CERTEZZE

Recensione delle cassette video degli spettacoli "Marionetteemiti" e "Pellegrinaggio con eco" tratto da
Punto di Vista IV 31 Gennaio/Marzo 2002 Anno IX

Pellegrinaggio con eco
Mise en space: Sabina Cesaroni, Rosanna Gentili e Giusi Merli.
Collages sonoro: Kiki Franceschi con musiche di Lorenzo Rossel.
Introduzione al testo: Simona Maionchi.
Commento finale: Maria Teresa De Chiara Simoncini.
Video registrato in Firenze, 2001

Visionare queste due video cassette è stata un' esperienza molto particolare, forse perchè ormai poco abituati alla forma teatrale signorile, dimenticata al prezzo di una mondanità poco teatrale. Questo ritorno della compagnia dell' arte dentro le mura di palazzi fuori dal tempo, ma così vicini a questa nostra cultura classica per certi versi, ma anche poco istituzionale, segna forse l' avvio di una nuova stagione meno pubblica e più privata della comunicazione letteraria. Sui testi della Ugolini abbiamo scritto in diverse occasioni proprio su queste pagine, ma vedere in rappresentazione "l' originalità lessicale, con una versificazione di capoversi a diverse posizioni" (L. Nanni) è indubbiamente tutta un' altra cosa, molto più penetrante, anche grazie agli interpetri che, siamo certi, sono proprio cresciuti nelle pagine della Ugolini.
(g.p.t. da "Punto di Vista")

Di Pellegrinaggio con eco vorrei svelare almeno due significati, ovvero il suo senso di mappa, il riferimento su carta per compiere attraversamenti e sopralluoghi, e le sue congiunture musicali che sono come folate di vento, ondate di uscite e di ritorni, di echi appunto densi di musica.
Mappa perchè il pellegrinaggio può non averne una predefinita ma ne costruisce una strada facendo, man mano che si avvicina alla meta prefissa. Chi viaggia conserva almeno negli occhi dei luoghi e, nei ricordi, degli incontri. Questa raccolta di versi è come un diario di viaggio e il viaggio è la vita stessa dell'autrice e tutto ciò che l'ha preceduta. C'è l'eco in questo libro di una storia collettiva, del sentimento corale di tutti quegli individui che hanno abitato prima di oggi le strade di Firenze e che, pure se estinti, sopravvivono nel sapere che qualcuno di vivo e pulsante ha preceduto il nostro venire al mondo e respirare.
L'architettura muraria che offre la città ci dona tracce del passato in una miriade di segni, di targhe di nomi di lapidi e tabernacoli, o di aneddoti che ancora rimbalzano nelle botteghe artigiane dei quartieri più antichi. C'è l'Arco di San Piero con i suoi tumulti e le uccisioni nella « fragranza del tempo accavallato ». E poi ci sono le torri le basiliche e i teatri e ogni luogo ha i suoi elementi e i suoi perchè: l'incanto della cattedrale di Piazza Duomo per la « tela leggera » del suo marmo (« La mole che mi schiaccia è la purezza / del lieve »); il teatro de « La Pergola » un tempo circondato di orti e d'uva asprigna che « in succhi di nettare celiava / il proprio nome ». Ci sono i luoghi del fuori e i luoghi interni, quando si varca una soglia reale come in Badia Fiorentina (« Aprii in Badia la porta / e stetti lì di botto ») o quand'anche è discesa intima. Molte le chiese visitate e poi trasposte in versi ma l'autrice dichiara di non professare alcun credo religioso. L'eco della preghiera come canto la travolge spesso, pellegrina, e l'avvolge in riflessioni scaltre o fiduciose sul senso dell'esistere. Da Preghiera, la quartina finale: « Libertà LIBERTA' / così vorremmo sicurezze /forti di inondazioni / certi della caduta nella foce ».
Da Il Ponte AnnoLVIII n° 2 a cura di Simona Maionchi
Questo libro, a richiesta è accompagnato da "IL LIBRO PARLATO" lettura del testo eseguita dall'autrice in CD "Pellegrinaggio con eco" a cura di Marco Zoli